Il metodo di Cheryl Porter

Cheryl Porter, cantante e Vocal Coach riconosciuta a livello internazionale, è dotata di un approccio alla vocalità ed alla musicalità molto spontaneo, diretto e pratico, ma al contempo molto ragionato, dove nulla viene lasciato al caso.
Infatti, se davvero si ritiene che alcuni abbiano "la musica nel sangue", come spesso si dice degli interpreti della Black Music o comunque afroamericani, non bisogna cedere alla tentazione di pensare che il loro approccio "spontaneo" alla musica non sia supportato da una logica talvolta anche molto rigorosa; niente viene comunque lasciato al caso, tutto ha una intenzione, un senso ed un significato.
Il Metodo di Canto sviluppato da Cheryl Porter è globale e tende a curare ogni aspetto della performance, dalla tecnica ed impostazione vocale, alla qualità della emissione sonora, alla articolazione della frase, alla pronuncia, fino ad arrivare all'interpretazione intesa sia in senso vocale che di presenza scenica. Lo scopo finale è quello di ottenere dalla propria performance il massimo possibile, sotto ogni aspetto.

La tecnica vocale
Mai fine a sè stessa; al contrario, è da apprendere e perfezionare direttamente "sul campo", applicandola subito al caso pratico. Non separando la teoria dalla pratica, il beneficio dello sforzo di apprendimento si riversa interamente nel risultato tangibile e di immediata utilità pratica, incoraggiando inoltre un approccio alla tecnica che sia spontaneamente consapevole, ed al contempo il meno celebrale possibile.
La tecnica non è la teoria... è la pratica!
Per rendere meglio l'idea, si potrebbe dire che in questa sede si preferisce un approccio di tipo olistico (integrazione della tecnica con la sua applicazione) piuttosto che uno di tipo analitico (separazione in due fasi distinte: apprendimento della tecnica intesa come controllo meccanico-muscolare fine a se stesso, e, in seconda fase (dopo un lungo periodo di addestramento al controllo muscolare), applicazione ai casi pratici della tecnica acquisita).

Il rischio reale di un approccio analitico, oltre a richiedere un dispendio di tempo ed energia considerevole, è quello di favorire nello studente un atteggiamento "celebrale" (nel senso di "pensato") nei confronti della tecnica, con conseguenti blocchi mentali, perdita di creatività e naturalezza, ed impoverimento dell'espressività nell'esecuzione. Questo poichè il tentativo di "ricucire" il taglio netto imposto inizialmente per separare la tecnica dalla sua applicazione pratica potrebbe non andare a buon fine, lasciando vistose ed irreversibili cicatrici.
Inoltre, una "trappola" in cui incorrono alcuni studenti con questo sistema è quella di perdere il reale obiettivo dello studio, e di farsi prendere dal gusto per la ricerca della perfezione tecnica a punto tale da rinviare perennemente a dopo l'integrazione della tecnica con l'interpretazione, assumendo così la posizione di... eterni studenti di tecnica vocale, magari passando continuamente da un seminario all'altro, senza mai diventare cantanti completi. Una vera e propria strada senza via d'uscita: si tratta, a tutti gli effetti, di una forma di dipendenza mentale dalla tecnica.

Invece, la tecnica dovrebbe essere uno "strumento" al servizio dell'interpretazione.
Dovrebbe sempre scaturire in modo spontaneo come conseguenza dell'intenzione espressiva, piuttosto che essere "pensata"; così come quando camminiamo non "pensiamo" a come muovere le gambe ma pensiamo a dove vogliamo andare, lo stesso dovrebbe succedere con il nostro organo fonatorio mentre cantiamo: dovremmo concentrarci sulle emozioni e sul messaggio che vogliamo esprimere attraverso il canto, piuttosto che pensare a come posizionare la glottide, la mandibola, il palato molle eccetera.
Proseguendo questo ragionamento, se cantare dovrebbe essere come camminare, allo stesso modo imparare a cantare dovrebbe risultare un processo naturale così come imparare a camminare.

E' davvero molto importante partire da questa idea, e non dimenticarsene mai: Cantare è semplice. Occorrono comunque molto studio e dedizione per correggersi e progredire, ma ciò non toglie che l'atto del cantare debba risultare spontaneo e naturale, e certamente non costruito o forzato.

Trovare la propria voce
Applicando correttamente la tecnica in modo da lasciar fluire liberamente la voce con pienezza e naturalezza, senza costrizioni, ecco che finalmente si riesce a scoprire la propria voce, inaspettatamente bella e potente, probabilmente diversa da come era stata immaginata. Giunti a tal punto, ci si rende conto di quanto sia stato inutile e sciocco cercare di forzare la propria voce nel tentativo di imitare quella di qualcun'altro; un nuovo e più interessante e personale percorso ci attende.

Motivare lo studente attraverso la musica
La musica non è solo il fine ultimo dello studio, ma deve essere anche il filo conduttore che accompagna lo studente di canto in ogni momento del suo percorso formativo, anche mentre si eseguono gli esercizi di tecnica vocale, i vocalizzi o il riscaldamento vocale. La musicalità in primo piano, sempre.

Superare le paure da performance
Maturare esperienza di palco aiuta, ma non sempre risolve il problema della paura da performance.
Occorre quindi comprendere quale è lo scopo finale di una performance, e sviluppare un atteggiamento mentale positivo che riesca ad incanalare l'energia della "paura" verso scopi più costruttivi; superare la paura è possibile.

Improvvisazione
La creatività è alla base di ogni forma d'arte, quindi deve esserlo anche nel canto e nell'uso della voce.

Dinamica
La capacità di raccontare una storia, fatta di diversi "momenti", in musica.

Massimizzare le tue potenzialità
Il Metodo di Canto sviluppato da Cheryl Porter: su misura per te, per massimizzare le tue personali potenzialità Il metodo di Cheryl Porter si prefigge di massimizzare i tuoi talenti, e di ampliare i tuoi orizzonti spostando più in là i tuoi limiti.
Ognuno è diverso, e ognuno ha i suoi limiti. Ciò che molti non potrebbero fare, potrebbe invece essere alla tua portata.
Cheryl Porter non impone quelli che sono i limiti propri o altrui alle tue capacità, e non segue uno schema fisso per ogni studente; il suo scopo è quello di farti arrivare al "tuo" meglio seguendo un percorso costruito su misura per te. Il suo metodo è sempre molto diretto e pratico, finalizzato alla applicazione diretta ed immediata della tecnica alla esecuzione dei brani, il tutto fatto con umiltà, al servizio Tuo e della Musica.

Performance
Il fine ultimo della musica è la performance, ma quest'ultima non è fatta solo di musica: nulla deve essere lasciato al caso, ogni aspetto ha il suo significato. Diventa allora importante sapere come pianificare il tuo concerto e l'esecuzione.

Divertirsi
La musica ha la capacità immediata di trasmettere emozioni; ogni performance è una celebrazione. E' essenziale sapersi divertire pur prendendosi sul serio.

Sensibilità, versatilità, professionalità e simpatia
Persona di grande umanità, umile, semplice, ma al tempo stesso trascinante, coinvolgente e carismatica, Cheryl Porter è in grado di percepire il tuo stato d'animo e ti dà supporto, è molto seria e professionale nel lavoro ma al contempo trova sempre il modo di farti sorridere e di incoraggiarti nei momenti più difficili dello studio, per aiutarti ad affrontare le difficoltà in relax, ma con consapevolezza e concentrazione.

Cheryl Porter ci tiene a te. Sul serio.
Avrai modo di rendertene conto fin dal tuo primo incontro: per Cheryl il fatto che tu debba riuscirci diventa una questione di principio, a patto però che tu davvero voglia metterti in gioco per farcela, e che tu creda in te stesso e nelle tue capacità, mettendo da parte le inutili paure.
Per Cheryl Porter, la cosa più importante è che tu progredisca davvero, rispetta le tue inclinazioni, e gioisce con te ogni volta che riesci a dare del tuo meglio, in qualunque modo tu ci riesca.